Uno spazio per bambini alla Barona


La danza che favorisce l'integrazione

Ludoteca interculturale Giocomondo

Nel Villaggio Barona c’è uno spazio interculturale per i bambini fino a 6 anni, dove vengono organizzati laboratori, letture, mercatini, spettacoli e cose così. Tutto gratis o a offerta libera. Ci possono andare di mattina le mamme che sono a casa con i bambini, oppure di pomeriggio dopo l’asilo o la scuola materna (lunedì, martedì, mercoledì e giovedì 9,30-12 per i bambini da 0 a 6 anni, mercoledì 9,30-12 solo neomamme con bimbi da 0 a 12 mesi, lunedì, martedì, mercoledì e domenica 15,30-18,30 per bambini da 0 a 6 anni). D’inverno i bambini si divertono nello spazio gioco, mentre d’estate possono stare nel giardino (il martedì, tempo permettendo, ci saranno tre piscinette per far divertite e rinfrescare i bimbi).
Si organizzano inoltre incontri con espertilaboratori interculturalifeste private. Una volta al mese viene organizzata la domenica interculturale: nel laboratorio del mattino le mamme straniere che frequentano lo spazio gioco insegnano qualcosa di tradizionale del loro paese e il pomeriggio è dedicato a canti e balli dello stesso paese.






Tutte le settimane: lunedì, martedì, mercoledì e giovedì 9,30-12 per i bambini da 0 a 6 anni; mercoledì 9,30-12 solo mamme con bimbi da 0 a 12 mesi; lunedì, martedì, mercoledì e domenica 15,30-18,30 per bambini da 0 a 6 anni.
LUNEDI: Un caffè con l’ostetrica (ogni 15 gg): Vieni a scambiare quattro chiacchiere con un’ostetrica esperta e preparata alla quale potrai esporre dubbi e quesiti inerenti al tuo bimbo. Il tutto  nella cornice di un buon caffè.
MARTEDI’: Le ricette del martedì: E’ la mattina delle delizie … i bimbi possono manipolare, impastare, mescolare, sbattere per preparare qualcosa di buono da mangiare tutti insieme o da portare a casa per farlo assaggiare ai loro cari. Potranno cucinare biscotti, torte, pizze e chi più ne ha più ne metta!
GIOVEDI’: I burattini di Alessandra: Vuoi scoprire come si fanno le marionette? Vieni il giovedì mattina! Alessandra (scenografa, sarta e artista) è all’opera. Cuce, taglia e confeziona le marionette di Natale.
VENERDI': Movimento Creativo (ogni 15 gg.): Laboratorio interculturale di danze spontanee per bambini dai 2 ai 6 anni - vieni a scoprire la magia del movimento e della musica ammirando le danze del tuo bambino che potrà esprimere tutto  ciò che è e sente attraverso la gioia che vive dentro di lui - il primo e terzo venerdì di ogni mese, ore 16.30 - conduce Valentina Vano (danzaterapista metodo Marìa Fux339.48.05.033 - nell'ambito del Progetto "Integrazione con l'Arte").

Ludoteca interculturale Giocomondo

• Zona: Barona

• Indirizzo: via Ettore Ponti 15 - 20142 Milano

• Sito:
http://www.giocomondo.altervista.org/progetto.html

• Telefono: 320.15.68.759 (attivo solo negli orari di apertura), per la prenotazione dei laboratori 339.40.12.780 Educatrice Dott.ssa Silvia Fermi.

• Orari: lunedì, martedì e giovedì 9,30-12 per i bambini da 0 a 6 anni, domenica, lunedì, martedì e mercoledì 15,30-18,30 per bambini da 0 a 6 anni, venerdì e sabato 15,30-18,30 feste private

• Costi: gratis e laboratori a offerta libera
In collaborazione con il Progetto Solidarietà

SEDE: Via Ettore Ponti, 15 - TEL. 339.40.12.780 - E-MAIL: progettosolidarieta@libero.it

RESPONSABILI: Francesca e Massimiliano Monti


Un, due, tre...fiaba!

IL CONTESTO:
L’intervento si realizza in Zona Barona di Milano, dove mancano spazi di incontro soprattutto dedicati ai bambini: solitudine sociale e estraneità culturale colpiscono famiglie italiane e famiglie di recente immigrazione. Nel quartiere sono presenti alcuni parchi pubblici, diverse realtà sportive, una biblioteca rionale con una sezione per ragazzi, ma, per i bambini della fascia 0/6 anni, sono quasi inesistenti i luoghi favorevoli a un incontro vero tra coetanei, finalizzati allo scambio di esperienze e alla conoscenza di culture differenti. Una realtà che rispondesse a questi bisogni era necessaria: L’ASP ha pensato di creare uno Spazio Gioco che diventasse luogo di incontro per le famiglie, occasione di formazione e di sostegno alla genitorialità.

Fotografia di  Gret@ Lorenz
Nella zona è presente “Il Giardino”, asilo multietnico gestito dall’ASP ONLUS, finanziato per 2 anni da “aiutare i bambini”, che offre alle famiglie in difficoltà un servizio con orari flessibili. Molti dei bambini che chiedono l’iscrizione al nido hanno genitori di recente immigrazione e quindi irregolari, vivono in appartamenti angusti e sovraffollati con servizi igienici in comune. I loro genitori devono poter lavorare dopo aver potuto lasciare i figli in un luogo a un costo contenuto. Spesso sono gli stessi nuclei familiari che utilizzano i servizi del “Il Giardino” che hanno bisogno di un ulteriore spazio dove conoscere altre famiglie, crearsi una rete di amicizie, mantenere i contatti con la propria cultura e farla conoscere.


IL PROGETTO:
In questo anno si è evidenziata, oltre all’esigenza di un posto all’asilo nido, anche il bisogno di un luogo di integrazione e crescita che favorisca la socializzazione di genitori e bambini. “Giocomondo”, spazio socialmente significativo, si propone a nuclei familiari fragili e a rischio di esclusione sociale gratuitamente o con un contributo volontario, a metà tra il servizio comunale, -che prevede un abbonamento e opera nelle fasce orarie della settimana lavorativa, e il privato, -che applica prezzi medio-alti e fornisce servizi anche nel fine settimana.
Nella lista d’attesa vengono privilegiate le richieste di bambini stranieri in attesa di regolare permesso di soggiorno, di bambini con mamme sole o con genitori in fase di separazione, bambini con disagio relazionale segnalati dai servizi sociali.
L’orario si articola: al mattino bambini 0/3 anni accompagnati da un adulto e attività manipolative, sensoriali, psicomotorie, cucina, fiabe e musiche multietniche, corsi per genitori; al pomeriggio bambini 3/6 anni accompagnati da adulto con proposte di animazione; sabato e domenica ludoteca per famiglie, per garantire ai bambini della zona Barona di Milano un luogo in cui trascorrere felici ore di gioco e apprendimento.


ARTICOLI IN EVIDENZA:
Un, due, tre...fiaba!

Lezioni di danzaterapia individuali e di gruppo.
Per: adulti, bambini, terza e quarta età, attori, danzatori, cantanti lirici; disabilità, psichiatria, disagio, disturbi dell’ansia.
Seminari di formazione per operatori del settore e di pedagogia musicale per favorire un corretto ascolto della musica e sviluppare una maggior sensibilità alla percezione del suono.
Il Metodo applicato (Fux) è artistico e non si basa su contenuti psicoterapeutici.



Informazioni:
Valentina Vano
Milano, MI, Italy
danzaterapia@ymail.com
telefono: 339.4805.033 

Orizzonti. Marìa Fux più lontano e oltre





"Non sono sola su un'isola deserta ed i volti nasceranno man mano che li guarderò"


"Per me l’integrazione è fondamentale. Fare danzaterapia in gruppo, con persone simili a noi e persone diverse da noi apre l’orizzonte individuale e fa crescere la persona. Si parla tanto di integrazione, ma in effetti cosa si fa? Io faccio integrazione, nel mio lavoro. La danzaterapia può essere parte di un processo di integrazione anche culturale in Italia, penso proprio di sì".
(Marìa Fux)


Danzaterapia integrativa con tossicodipendenti in carcere

Testo originale di Claudia Wittmann, terapeuta in danza e psicomotricità, counselor in Gestalt

La danzaterapia integrativa è una forma terapeutica, praticata in America fin dagli anni '50. Da metodo di supporto si è sviluppata sempre di più come una forma terapeutica indipendente. Le idee fondamentali dei processi curativi sono, in generale, molto antichi ed anche oggi sono esistenti nelle vecchie culture come una tradizione viva e naturale.


Photo by Adam Kaningher


Insegnanti di danza e grandi ballerine hanno scoperto che la danza è una possibilità di realizzazione della personalità che dà ai temi ed ai sentimenti una espressione tutta individuale.

Questa concentrazione sull'espressione individuale
esclude naturalmente l’uso delle tecniche prefissate.

Perciò significa, che dal momento della esclusione delle tecniche prefissate, l’essere umano si rappresenterà nella danza come una globalità (corpo-mente-anima). Non è il corpo che si muove, ma il “Leib”, come lo chiama Hilarion Petzold (Direttore dell’Istituto di Gestalt in Germania). Il “Leib” (corpo che vive) include le dimensioni corporee, psichiche e mentali dell’essere umano, con la sua integrazione nell’ambiente sociale ed ecologico, nell’ambiente di vita, nel “mondo della vita” (Lebenswelt).


Danzaterapia allo Studio di danza creativa Marìa Fux di Buenos Aires
Photo by Kurt van Aert


Quando si parla di un essere umano vivo, si può parlare solo dell’aspetto corporeo del suo “Leib”, perché quando si tocca una persona non si tocca solo il suo corpo, ma tutta la persona. Perciò un contatto fisico non è solo un contatto con il corpo, ma un contatto con tutto il vissuto della persona, con tutti i sentimenti, e con tutti i ricordi della persona che si tocca. Questo vuol dire che la “relazione dell’avere”: io ho il mio corpo”, non può illuderci, che il soggetto di questo “avere il corpo” è sempre il “Leib” (essere il corpo).


Danzaterapia metodo Marìa Fux

Trudi Schoop, una delle pioniere della danzaterapia diceva che l’essere umano è un soggetto creativo, con la capacità, ma anche il dovere, di creare, e di formare se stesso, la propria vita ed il proprio mondo. I sensi, che sono la “dotazione” fondamentale, rendono possibile il contatto, e la reazione al mondo. Tramite i sensi, il nostro mondo diventa “sensuale” e forse anche “pieno di senso”. Creare l’espressione individuale attraverso la percezione della impressione sensuale, passando dalla impressione corporea all’espressione corporea, è la capacità umana e il dovere a cui tendere particolarmente. L’espressione creativa ha le sue radici nella sensualità del “Leib”, nella capacità dell’essere umano, di conservare le impressioni corporeamente e nell'essere insieme concretamente corporeo.





Il tossicodipendente, il rapporto con la droga ed il rapporto con il proprio corpo

Le cause primarie si trovano nella struttura individuale di una persona e non nella reazione farmacologica della droga. Da questo punto di vista non è la droga il problema, ma la droga come tentativo di un auto-aiuto che fallisce. La dipendenza è l'unica forma di un adattamento a cui il dipendente può riferirsi; un tentativo a far fronte a uno stress psichico, a regolare una disarmonia intrapsichica insopportabile e ad evitare la caduta in un abbandono totale, in un abisso.


Photo by Piulet

Con l'aiuto della droga, nella psiche si crea un argine artificiale che sostituisce le funzioni dell'io, sviluppate non completamente come la tolleranza alle frustrazioni, o la difesa degli stimoli contro la paura, il dolore e la depressione. A causa della mancanza delle difese sane, forti, e sufficienti, il dipendente non riesce a reagire sulla base delle sue forze psichiche interiori, ma solo con la droga. 




L'uso della droga porta ad un cambiamento della "Leiblichkeit", cioè del sentire, del percepire, del vivere il corpo. Senza descrivere particolarmente questi cambiamenti, si può dire che la maggior parte dei tossicodipendenti perdono la sensibilità per se stessi, non sentono di che cosa hanno bisogno e chi sono. Sotto l'influenza del LSD si notano, per esempio, dei disturbi dello schema corporeo. Con la perdita del contatto con il corpo mancano delle esperienze di come si possono vivere limiti e contatti, così mancano importanti premesse per lo sviluppo dell'io, della identità e cosi per il cambiamento e la crescita.


Photo by Quico Melero

Con il consumo della droga si crea un disorientamento che porta con sé una confluenza di immagini e pensieri non controllabili, che possano provocare dei sentimenti come panico, paura, confusione, rabbia, ed aggressività, ma nello stesso momento esiste una incapacità ad esprimere quello che hanno percepito. A questo proposito il lavoro sulla percezione, cosi come sulla consapevolezza, e la espressività è una meta importante per arrivare ad un miglioramento della consapevolezza ed a una espressione autentica del sé.


Photo by Cinocino


Perché la danzaterapia in carcere?

La persona che ha commesso un reato è sempre un essere umano che ha reagito in un momento di squilibrio. Arrivata in carcere, succede spesso, che si fermano il tempo, le sensazioni e le prospettive. Il carcere, invece, dovrebbe essere proprio il posto nel quale la persona si ferma, ma in modo attivo, perché si ascolta, e dove dovrebbe avere la possibilità di sentire, capire e riconoscere il vero problema che si nasconde dietro il proprio reato.



La danzaterapia che lavora con i principi della Gestalt, naturalmente non può avere solo la meta di una vita dopo il carcere, ma vede l’essere umano nel suo “qui ed ora”, nel suo rapporto con se stesso e con l’ambiente, e perciò lavora fortemente sulle sensazioni, le paure, e le gioie, che vive la persona nel proprio momento, sulla consapevolezza della persona. Perché un individuo, che cerca una via d’uscita ad una vita squilibrata, aspira ad un “Selbst-Gefuehl” (sentimento di sé) e ad una identità che si basa sulla globalità del corpo, della mente e dell’anima. E questa armonia psicofisica c’è solo se l’essere umano vive un orientamento consapevole e produttivo verso il mondo.


Photo by Alessio Valente

Gli obiettivi della danzaterapia per tossicodipendenti in carcere sono:

- stimolare le capacità di percepire, di ascoltare se stesso e gli altri
- ridare all’essere umano la possibilità di essere di nuovo in se e nel suo mondo
- risvegliare le capacità espressive per ricreare le potenzialità creative di simbolizzazione estetica ed una capacità sensuale di un “Dasein” (essere nel mondo)
- insegnare delle tecniche per un respiro profondo e tranquillo
- fare esperienza con lo spazio, il tempo, il ritmo, ed il flusso del movimento.


Photo by Amedeo Novelli


Nella danzaterapia con detenuti tossicodipendenti, il lavoro sulla consapevolezza è fondamentale. Le sensazioni corporee mettono il tossicodipendente in contatto con i sentimenti nascosti, nascosti per paura di sentire il dolore, la sofferenza, ma anche con dei sentimenti di gioia, di amore, di benessere, mai vissuti profondamente ed intensamente.


Photo by Giovanni Zuccarello

Scoprire il proprio desiderio, il bisogno nel qui ed ora, nel movimento, sia nella improvvisazione, che nella Gestaltung (dare una forma ad una improvvisazione, così che avrà un inizio ed una fine e potrà essere ripetuta) , dà la possibilità, al detenuto/tossicodipendente, di essere più chiaro con se stesso, ed anche con gli altri, di rendersi conto dei propri meccanismi nei confronti degli altri, di prendersi la responsabilità delle proprie azioni, di crescere e di cambiare.

Photo by Galle

La danzaterapia, così, può aiutare, tramite il lavoro corporeo, a ricostruire l’equilibrio psico fisico e ad aiutare a diventare consapevoli delle proprie difficoltà, ma anche delle proprie capacità.



Photo by Raùl Ruiz


Saper vivere in equilibrio, saper confrontarsi con i momenti belli, ma anche con i momenti brutti di questa vita, può aiutare una persona a sfruttare positivamente il periodo della sua vita in carcere ed a ritrovare la forza per una vita in libertà, una vita soddisfacente e piena di senso.

Si ringrazia cortesemente la collega Claudia Wittmann per il testo originale
E-Mail: claudiawi@libero.it

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Per info sui corsi di danza creativa e danzaterapia nella città di Milano:

Valentina Vano
Milano, MI, Italy
e-mail: danzaterapia@ymail.com
Tel. 339.4805.033












Lezioni di danza creativa e danzaterapia individuali e di gruppo

Per: adulti, bambini, terza e quarta età, attori, danzatori, cantanti lirici; disabilità, psichiatria, disagio, disturbi dell’ansia.

Seminari di formazione per operatori del settore e di pedagogia musicale per favorire un corretto ascolto della musica e sviluppare una maggior sensibilità alla percezione del suono.

Il Metodo applicato (Fux) è artistico e non fa riferimento a contenuti psicoterapeutici.



Danzaterapia: contesti di applicazione

Testimonianze di valore dalla Calabria

Photography by Ruy Palha  http://flickr.com/photos/ruipalha/


CENTRO DI AGGREGAZIONE POLI...VALIAMO


(Si ringraziano per la gentile testimonianza i colleghi della www.ragionlus.com
in particolare la Presidente Dott.ssa Elena Sodano promotrice dell'iniziativa)

Valiamo?...No….Poli…Valiamo!!!

Il Poli…Valiamo nasce da una sinergia tra l’Associazione Ra.Gi. e il IV Circolo Didattico di Catanzaro retto da Teresa Rizzo. È sostenuto dall’Assessorato provinciale alle Attività Produttive ed Economiche, dall’Assessorato Comunale alla Cultura e alle Politiche Giovanili e dall’Assessorato Comunale alla Pubblica Istruzione.
Il Centro nasce nel mese di novembre 2007, quando i cancelli della scuola “Chimirri” in via Domenico Marincola Pistoia a Catanzaro si sono aperti a bambini ed adolescenti, insieme a numerose famiglie, enti ed istituzioni del territorio. Il Centro Poli…Valiamo abbraccia un’utenza residente nei quartieri Sud della città di Catanzaro, ma è aperto all’intera popolazione del territorio provinciale catanzarese.
Ad oggi il POLI…VALIAMO coinvolge più di 400 persone, di cui una buona percentuale di stranieri (cingalesi, rumeni, polacchi, Rom, bielorussi, cinesi, marocchini, albanesi). Il Centro offre anche uno spazio per bambini affetti da varie patologie e con handicap al fine di favorirne l’integrazione.
Il “CENTRO POLI…VALIAMO” non pone, infatti, limiti alla tipologia d’utenza che intende abbracciare.


Catanzaro
(photo by freemove   www.flickr.com/photos/sinestesis/ ) 

Un occhio di riguardo va al mondo dei giovani. Oltre a loro, però, adulti ed anziani sono liberi di intraprendere questo percorso nella loro città.
Particolare attenzione è, comunque, rivolta ai nuclei familiari per creare una famiglia attenta alle proprie necessità e ai problemi di ogni suo membro, in un’ottica di crescita educativa e di abbandono ai sentimenti che pulsano a livello familiare, spesso castrati per paura o vergogna della propria parte bambina. I genitori stanno imparando ad essere più vicini alla crescita dei loro ragazzi, costruendo insieme il percorso di ciascun giovane.
Il “CENTRO POLI…VALIAMO”, inoltre, sin dalla sua nascita si propone di fare rete con la scuola, le istituzioni, il territorio.
Diversi i laboratori gratutiti attivati presso il Centro e portati avanti da vari professionisti: Laboratorio di Breack Dance, di Hip Hop, di Tae Kwon Do, di Danza Classica e Moderna, di Creatività, di Alfabetizzazione Emozionale, Movimento Creativo e DanzaMovimentoTerapia, ecc.
L’equipe della Ra.Gi. è formata da Elena Sodano Danzaterapeuta in formazione Apid, Giusy Genovese psicologa, Maria Rosaria Siviero Psicoterapeuta Gestalt e Arteterapeuta, Luana Colicchia Operatrice e Alessandra Cacia Educatrice.
Sono stati previsti anche per le famiglie degli “Spazi di incontro-confronto” con vari esperti del settore medico.
Si ringraziano nuovamente per la gentile testimonianza i colleghi della www.ragionlus.com in particolare la Presidente Dott.ssa Elena Sodano promotrice dell'iniziativa.



Esclusione sociale in Lombardia


Milano Lorenteggio - Foto by Latente@Flickr

Emarginazione Sociale

Per emarginazione sociale si intende l’esclusione dalla vita della collettivittà di persone o gruppi che non sono conformi alla normalità. Normale è l'individuo o il comportamento che corrisponde ai valori dominanti per quel gruppo sociale in un dato momento e in un determinato luogo, patologico quello che li mette in discussione. Di fronte a soggetti con caratteristiche e comportamenti diversi o devianti, la società reagisce respingendoli ed escludendoli affettivamente o materialmente.


Marianna (non giocare con gli zingari nel bosco  www.flickr.com/photos/newbrigand/ )

Qualsiasi differenza fisica, psichica, razziale, religiosa, sessuale, generazionale, territoriale, professionale, espressiva, di opinioni o convinzioni può essere individuata e utilizzata come meccanismo di discriminazione: chiunque differisca in modo percettibile dalla 'norma' di una popolazione può diventare oggetto di forme più o meno sottili di esclusione sociale e, al limite, di intolleranza.
I gruppi emarginati soffrono in genere di diverse forme di svantaggio: povertà, disoccupazione, malattie, bassi livelli di istruzione. Risultano inoltre più esposti all'effetto di condizioni ambientali sfavorevoli, che diminuiscono ulteriormente le loro capacità di adattamento. Quando le condizioni di vita diventano non sostenibili, l'emarginazione può portare a situazioni di grave conflitto sociale anche tra membri di una stessa comunità.
L'emarginazione coinvolge tutta la vita psichica dell'individuo e i suoi rapporti interpersonali. La condizione di solitudine ed esclusione viene introiettata; ha conseguenze sul modo in cui la persona percepisce, immagina, pensa, ricorda; provoca la stessa sofferenza di un trauma fisico. Chi è 'fuori dal margine' tende a essere invisibile nelle rappresentazioni collettive e quindi a svalutare la propria identità e purtroppo incontrando sempre maggiori difficoltà a farsi accettare.

(testo tratto da un articolo della Prof.ssa Vera Marzi)


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Per: adulti, bambini, terza e quarta età, attori, danzatori, cantanti lirici; disabilità, psichiatria, disagio, disturbi dell’ansia.
Seminari di formazione per operatori del settore e di pedagogia musicale per favorire un corretto ascolto della musica e sviluppare una maggior sensibilità alla percezione del suono.
Il Metodo applicato (Fux) è artistico e non si basa su contenuti psicoterapeutici.



Informazioni:

Valentina Vano
Milano, MI, Italy
danzaterapia@ymail.com
Tel. 339.4805.033